TURISMO: Voucher estesi da 24 a 30 mesi. Si allontanano i rimborsi

La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha stabilito l’ennesima proroga per la durata dei voucher alternativi al rimborso per i pacchetti turistici non goduti. Dal decreto si legge chiaramente che solo alla scadenza, se non saranno utilizzati dai consumatori, si potrà chiedere il rimborso. Questo sta provocando l’ira dei consumatori!

Pertanto la nuova scadenza è stata portata da 24 a 20 mesi per i voucher emessi per la mancata fruizione dei pacchetti turistici (trasporto aereo, ferroviario, marittimo, terrestre, contratti di soggiorno e di pacchetto turistico) a causa della pandemia di questi ultimi anni e che rappresentano, in base alla normativa vigente, una legittima alternativa al rimborso monetario da parte dell’agenzia di viaggi o della compagnia aerea.

Con le nuove modifiche quindi l’obbligo di rimborso scatta solo al termine del periodo di validità del voucher che è rimasto inutilizzato. Perciò i consumatori che hanno deciso di non avvalersi del voucher dovranno attendere altri 6 mesi per richiedere il rimborso e ricevere le somme pagate.

“Questa proroga dei voucher, – dichiara Camillo Bernardini, Presidente Nazionale di ADICU aps – rappresenta l’ennesimo atto ostile nei confronti dei consumatori e degli utenti posto dal Legislatore. Le famiglie italiane già messe a dura prova dalla pandemia e, oggi, dalla situazione internazionale che stanno facendo lievitare i costi dei beni e dei servizi, ricevono l’ennesimo sopruso che calpesta nuovamente i diritti dei consumatori e degli utenti”.

Per l’associazione ci sono gli estremi per richiedere per l’Italia «l’apertura di una nuova procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea. Infatti, quella aperta a suo tempo per la normativa voucher si era poi conclusa con un’archiviazione, in quanto la Commissione ha ritenuto che la normativa emergenziale adottata dall’Italia, seppur dilatando le tempistiche, non avrebbe privato in toto i consumatori del diritto al rimborso monetario previsto dalla normativa europea. Tuttavia, sulla base delle proroghe intervenute, quest’ultima e quella precedente da 18 a 24 mesi, i presupposti su cui si è fondata l’archiviazione da parte della Commissione Europea nel 2020 non solo sono venuti meno ma, di fatto, sono statti elusi».

Migliaia di utenti aspettano da due anni di ricevere i rimborsi a loro spettanti e con questo ennesimo STOP del Governo che va contro i principi fissati dall’UE in tema di turismo e di tutele dei consumatori, viene bloccato nuovamente il riconoscimento dei loro diritti di consumatori a favore degli interessi degli operatori turistici.

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