Smart working: il Garante Privacy vieta la geolocalizzazione dei dipendenti. Sanzionata un’Azienda per 50mila euro
Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito con fermezza che la geolocalizzazione dei lavoratori in smart working è illegittima, sanzionando un’Azienda con una multa di 50.000 euro per aver tracciato la posizione geografica di circa 100 dipendenti durante l’attività lavorativa svolta da remoto.
L’intervento dell’Autorità è scaturito da un reclamo presentato da una dipendente e da una segnalazione dell’Ispettorato della Funzione Pubblica, che hanno portato all’apertura di un’istruttoria approfondita.
🔍 I fatti contestati
Secondo quanto accertato dal Garante:
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L’Azienda chiedeva, a campione, ai propri dipendenti di attivare la geolocalizzazione dei dispositivi (PC o smartphone) e di effettuare una timbratura digitale tramite app;
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Era richiesto ai lavoratori di dichiarare via e-mail il luogo esatto in cui si trovavano al momento del controllo;
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Seguivano verifiche e, in alcuni casi, procedimenti disciplinari;
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Il tutto avveniva senza una base giuridica idonea, senza un’informativa completa, e con gravi interferenze nella sfera privata dei dipendenti.
⚖️ Le motivazioni del Garante
Il Garante ha ritenuto che tali pratiche:
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Violino i principi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), in particolare in materia di liceità, proporzionalità e trasparenza del trattamento dei dati personali;
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Siano in contrasto con lo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970), che vieta l’uso di strumenti invasivi per il controllo a distanza senza garanzie;
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Ledano la dignità, la libertà e la riservatezza del lavoratore, elementi tutelati anche dalla Costituzione italiana.
Il controllo del rispetto degli obblighi contrattuali nello smart working non può avvenire attraverso sistemi rigidi e automatizzati che annullano la fiducia nel rapporto di lavoro e invadono la sfera personale del dipendente.
📢 Un richiamo chiaro per tutte le imprese
Questa decisione è un segnale forte per aziende pubbliche e private:
il monitoraggio dei dipendenti in modalità agile deve avvenire nel rispetto dei diritti fondamentali, della privacy e delle normative in vigore, senza ricorrere a forme di sorveglianza digitale eccessive o non giustificate.
📄 Maggiori informazioni
Per approfondimenti e per leggere il provvedimento completo:
🔗 www.gpdp.it

