Permesso di soggiorno stagionale: nelle more delle procedure di rilascio è già possibile lavorare
La Circolare n. 10 del 5 maggio 2025 emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rappresenta un importante aggiornamento in materia di immigrazione per motivi di lavoro, affrontando un aspetto cruciale: la possibilità per il lavoratore straniero titolare di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale di continuare a lavorare anche durante le more del procedimento amministrativo di conversione in permesso per lavoro subordinato non stagionale.
⚖️ Contesto normativo
Il permesso di soggiorno per lavoro stagionale è regolato principalmente dal Testo Unico sull’Immigrazione (D.lgs. n. 286/1998) e dal D.P.R. n. 394/1999, e consente a cittadini stranieri di entrare in Italia per prestare attività lavorativa in settori stagionali (soprattutto agricoltura e turismo) per un periodo limitato, stabilito annualmente dai decreti flussi.
Tuttavia, molti lavoratori stagionali instaurano rapporti stabili con aziende italiane e possono ricevere offerte di lavoro non stagionale. In tali casi, la legge consente la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato, ma la procedura può richiedere diverse settimane o mesi.
📌 Oggetto della circolare n. 10/2025
La circolare ministeriale si propone di:
-
Chiarire le condizioni per la conversione del permesso di soggiorno stagionale in uno non stagionale;
-
Tutelare i diritti del lavoratore straniero durante il periodo di attesa (“nelle more”) della conclusione del procedimento amministrativo;
-
Fornire un’interpretazione coerente con il principio di continuità lavorativa e protezione del lavoratore, evitando che questi venga penalizzato per la lentezza della burocrazia.
✅ Requisiti per la conversione
Secondo la circolare, un lavoratore straniero può chiedere la conversione se:
-
Ha lavorato regolarmente per almeno tre mesi nel territorio italiano con permesso di soggiorno stagionale;
-
Gli è stato offerto un contratto di lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato) da un datore di lavoro italiano;
-
Presenta la richiesta allo Sportello Unico per l’Immigrazione, nei termini previsti:
-
Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia (in caso di primo rilascio);
-
Prima della scadenza del permesso stagionale, o entro 60 giorni dalla scadenza (in caso di rinnovo).
-
🔄 Possibilità di lavorare durante l’attesa
Il punto centrale della circolare è che, nelle more del procedimento di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, il lavoratore può proseguire l’attività lavorativa, a condizione che:
-
La domanda sia stata presentata nei termini di legge;
-
Il lavoratore sia in possesso della ricevuta di avvenuta presentazione della domanda, rilasciata dal competente ufficio (normalmente lo Sportello Unico per l’Immigrazione o la Questura);
-
Il datore di lavoro conservi copia della ricevuta e la esibisca in caso di ispezioni.
Questa possibilità di continuare a lavorare legalmente durante l’iter burocratico costituisce una tutela fondamentale per il lavoratore e per il datore, evitando interruzioni nel rapporto lavorativo e garantendo stabilità economica e sociale.
💡 Implicazioni pratiche
Per i lavoratori:
-
Nessun rischio di irregolarità lavorativa o perdita del posto in attesa della conversione;
-
Tutele previdenziali e contrattuali pienamente applicabili anche durante le more.
Per i datori di lavoro:
-
Possibilità di integrare in modo stabile lavoratori stagionali già formati e inseriti;
-
Maggiore certezza giuridica nell’instaurazione di rapporti continuativi.
Per l’amministrazione:
-
Riduzione del contenzioso;
-
Conformità con i principi europei sul diritto al lavoro e alla non discriminazione dei lavoratori migranti.
📘 Conclusione
La circolare n. 10/2025 rafforza un principio di equilibrio tra esigenze occupazionali e garanzie giuridiche, stabilendo che il lavoratore stagionale non deve rimanere inattivo o privo di reddito solo perché la burocrazia non ha ancora completato l’iter di rilascio del nuovo permesso.
Si tratta di un segno di apertura e modernità del sistema giuridico italiano, volto a favorire l’integrazione regolare e a premiare il lavoro stabile e regolare degli stranieri sul territorio nazionale.

