La sostenibilità: da semplice catchword a principio normativo?
Il tema della sostenibilità come principio normativo, e non solo come concetto evocativo o catchword, è oggi oggetto di una riflessione giuridica profonda e sempre più urgente. Il diritto, in particolare quello civile e della responsabilità, si confronta con nuove sfide sistemiche, come i cambiamenti climatici, la tutela ambientale intergenerazionale, i doveri delle imprese e le istanze di giustizia sociale e ambientale. In questa prospettiva, la sostenibilità sta evolvendo da nozione extra-giuridica a criterio guida delle politiche normative, e, potenzialmente, a principio immanente e operativo nel sistema giuridico.
🌱 1. Dal concetto di sostenibilità al principio giuridico
Originariamente legata al dibattito economico e ambientale, la sostenibilità è oggi considerata anche:
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Un valore costituzionale (art. 9, comma 3 Cost.),
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Un criterio di interpretazione sistemica del diritto civile e pubblico,
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Una leva per la responsabilizzazione delle imprese.
«La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.»
— Art. 9, co. 3, Cost. (modifica del 2022)
Questa riforma costituzionale ha aperto la strada a un nuovo paradigma, in cui la tutela ambientale non è più solo materia legislativa o amministrativa, ma anche civilistica, con impatti nel campo della responsabilità extracontrattuale.
⚖️ 2. Il nodo giuridico: sostenibilità e responsabilità civile
🔍 Il problema
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La responsabilità civile è storicamente fondata su un danno attuale, certo e individuale.
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Ma la sostenibilità implica un danno spesso diffuso, potenziale e intergenerazionale.
➡️ La sfida è capire se e come i giudici possano sanzionare condotte dannose per il clima, l’ambiente o le generazioni future, anche in assenza di un danno immediatamente patrimoniale.
🧪 3. La climate change litigation
🌍 Sentenza CEDU – Klimaseniorinnen c. Svizzera (9 aprile 2024)
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la prima volta, ha:
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Condannato uno Stato (la Svizzera) per inadempimento degli obblighi in materia di contrasto al cambiamento climatico;
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Riconosciuto una violazione del diritto alla vita privata e familiare (art. 8 CEDU), tutelato anche contro l’inazione statale in tema ambientale;
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Legittimato azioni promosse da soggetti vulnerabili (es. donne anziane), nonostante l’assenza di un danno già verificatosi.
🇮🇹 Giurisprudenza italiana
🧑⚖️ Sentenza Trib. Roma n. 3552/2024 (“Giudizio universale”)
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Domande risarcitorie rigettate per difetto di giurisdizione del giudice ordinario;
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Il giudice riconosce però che la questione del cambiamento climatico è giuridicamente rilevante, rinviando al giudice amministrativo la valutazione della modifica del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).
⚖️ Causa “Giusta causa” contro Eni
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Riguarda la responsabilità civile e ambientale di un’impresa privata, accusata di inazione climatica;
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È pendente un regolamento di giurisdizione in Cassazione, con forti attese sulla qualificazione del danno da violazione dell’Accordo di Parigi come illegittimo sul piano civilistico.
🏛️ 4. L’Europa e la Direttiva Due Diligence (UE 2024/1760)
📌 Art. 29: responsabilità civile e sostenibilità
La Direttiva prevede che gli Stati membri istituiscano un rimedio risarcitorio per chi abbia subito un danno a causa:
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della violazione da parte dell’impresa dei doveri di diligenza ambientale e sociale,
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riguardanti la catena di fornitura e la gestione degli impatti ambientali.
➡️ È un modello innovativo che ancora una volta valorizza il principio di sostenibilità, ma gli effetti concreti dipenderanno dall’attuazione nazionale.
📚 5. Verso un principio normativo: che tipo di fonte è la sostenibilità?
Attualmente, la sostenibilità assume nel diritto italiano:
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Una funzione interpretativa (criterio guida per interpretare norme preesistenti alla luce dei valori costituzionali);
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Un valore regolativo nei rapporti tra privati, soprattutto nel settore societario (CSR, ESG, clausole statutarie ambientali);
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Un potenziale precetto normativo, in attesa di una piena giustiziabilità diretta nei tribunali civili.
Ma affinché si affermi come principio normativo autonomo e immediatamente azionabile, occorreranno:
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Previsioni espresse nei codici e nella legislazione ordinaria;
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Una giurisprudenza progressiva e coerente (come avvenuto con i diritti della personalità);
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Il riconoscimento della possibilità di azioni risarcitorie anche senza danno individuale, su base diffusa o collettiva (azione di classe ambientale).
🔍 6. Azione di classe ambientale (artt. 840-bis ss. c.p.c.)
Una possibile frontiera per far valere il principio di sostenibilità:
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Consente ai consumatori o associazioni di agire collettivamente contro imprese per danni ambientali o sociali;
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Potrebbe essere lo strumento perfetto per trasformare la sostenibilità da valore a diritto soggettivo risarcibile.
🧭 Conclusioni: a che punto siamo?
| Aspetto | Situazione attuale |
|---|---|
| Riconoscimento costituzionale | ✔️ Art. 9 Cost., comma 3 |
| Giurisprudenza nazionale | 🟡 In evoluzione (Tribunale Roma, cause pendenti) |
| Giurisprudenza internazionale | ✔️ CEDU 2024, causa Svizzera |
| Normativa UE | ✔️ Direttiva Due Diligence 2024/1760 |
| Attuazione nazionale | 🟠 In corso (serve recepimento completo e coerente) |
| Giustiziabilità tra privati | 🟡 Possibile ma ancora limitata |
| Azione collettiva | ✔️ Strumento già esistente, da sviluppare su base ambientale e sociale |
La sostenibilità si sta lentamente ma progressivamente trasformando in un principio normativo operativo, capace di influenzare:
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la responsabilità extracontrattuale,
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i modelli di business,
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le scelte politiche e giuridiche.
Occorrerà però un lavoro sistematico del legislatore, dei giudici e della dottrina per renderlo uno strumento realmente efficace di tutela dei diritti anche per le generazioni future.

