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L’assenza ingiustificata dal lavoro a causa della presentazione tardiva del certificato medico

L’assenza ingiustificata dal lavoro a causa della presentazione tardiva del certificato medico può legittimare, nei casi più gravi, il licenziamento del lavoratore. Questo principio è stato ribadito più volte dalla Corte di Cassazione, che ha chiarito come il ritardo nella comunicazione dello stato di malattia rappresenti una violazione del dovere di diligenza e possa minare il vincolo fiduciario tra dipendente e datore di lavoro.

Di seguito un’analisi approfondita.


⚖️ 1. Il dovere di diligenza del lavoratore

Secondo l’art. 2104 del Codice Civile, il lavoratore deve adempiere la propria prestazione con diligenza, osservando le disposizioni del datore di lavoro e curando l’interesse dell’impresa.

La diligenza non si limita alla corretta esecuzione delle mansioni, ma include anche:

  • La puntuale comunicazione delle assenze;

  • La trasparenza sulla loro giustificazione;

  • Il rispetto delle procedure previste dal contratto o dalla legge.

👉 Esempio pratico:

Se un dipendente si assenta per malattia ma non comunica tempestivamente la propria condizione o presenta il certificato medico con giorni di ritardo, viola il dovere di collaborazione e correttezza.


📩 2. L’importanza della comunicazione tempestiva

In base alla normativa vigente (art. 2, co. 1, D.L. 663/1979, conv. in L. 33/1980):

  • Il lavoratore deve informare il datore di lavoro entro il primo giorno di assenza;

  • Il certificato medico (oggi trasmesso digitalmente dal medico all’INPS) deve essere disponibile nei tempi previsti.

Un ritardo ingiustificato può essere assimilato a un’assenza ingiustificata, che giustifica sanzioni disciplinari fino al licenziamento per giusta causa, se mina il rapporto fiduciario.


🤝 3. Il vincolo fiduciario nel rapporto di lavoro

Il contratto di lavoro è fondato sulla fiducia: il datore si affida al lavoratore non solo per competenza, ma anche per lealtà, affidabilità e correttezza.

⚠️ Quando è compromesso?

  • Se l’assenza non viene comunicata e l’azienda non sa dove si trovi il dipendente;

  • Se il ritardo nel certificato è frequente o pretestuoso;

  • Se il comportamento è percepito come strategico per ottenere vantaggi indebiti (es. evitare turni scomodi, prolungare festività).


📚 4. Giurisprudenza di riferimento

📌 Cass. civ., Sez. Lavoro, sent. n. 21621/2023

La Suprema Corte ha confermato il licenziamento di un dipendente che aveva presentato il certificato medico con due giorni di ritardo, creando incertezza sull’effettiva giustificazione dell’assenza.

“L’inosservanza dell’obbligo di immediata comunicazione dell’assenza per malattia può integrare un comportamento gravemente negligente, idoneo a giustificare la sanzione espulsiva.”

📌 Cass. civ., Sez. Lavoro, sent. n. 25162/2019

Ha ribadito che:

“Il vincolo fiduciario può essere compromesso anche da una sola assenza non comunicata correttamente, ove si tratti di mansioni di particolare responsabilità o fiducia.”


🛡️ 5. Come tutelarsi come lavoratore

Per evitare contestazioni disciplinari:

  • Comunicare subito l’assenza (telefonata, email, messaggio scritto);

  • Accertarsi che il medico invii il certificato telematicamente all’INPS (e verificarlo con codice di trasmissione);

  • Se il certificato non può essere inviato in tempo per cause indipendenti (es. impossibilità del medico), informare subito il datore e conservare prove (sms, email).


📌 In sintesi

Aspetto Dettaglio
Obbligo del lavoratore Comunicare subito l’assenza e assicurarsi dell’invio del certificato
Ritardo nel certificato Può giustificare sanzioni, fino al licenziamento
Elemento centrale Compromissione del rapporto fiduciario
Tutela Prove di comunicazione e collaborazione attiva

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