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La truffa delle false multe: quando la paura fa clic

🔍 In cosa consiste la truffa

La truffa delle false multe si presenta sotto forma di email, SMS, messaggi WhatsApp o lettere cartacee che imitano comunicazioni ufficiali della Polizia Locale, dei Carabinieri, della Polizia Stradale o di enti comunali.

Il contenuto tipico è:

“È stata rilevata una violazione del Codice della Strada a suo carico. Importo da pagare: €89,75. Clicchi qui per visualizzare il verbale e saldare.”

Il messaggio include:

  • Loghi e formattazione apparentemente ufficiali.

  • Un link truffaldino a un sito clone, dove si chiede:

    • di inserire i dati personali o bancari;

    • oppure di scaricare un “PDF” infetto (malware, spyware o trojan);

    • o si invita a pagare subito online tramite carta o bonifico.


📊 Dati e diffusione

  • Secondo il CERT-AgID, nel 2023 si sono registrati oltre 6.800 tentativi truffaldini di finti verbali via email solo in Italia.

  • Il Centro Europeo Consumatori ha evidenziato che:

    • 1 multa falsa su 2 è scritta in modo credibile.

    • Il 37% delle persone colpite ha cliccato sul link prima di accorgersi dell’inganno.

  • La Polizia Postale ha emesso numerosi avvisi tra 2022 e 2024 su ondate di finte multe con riferimenti a città reali (Roma, Milano, Torino).


🧠 Perché funziona la truffa

  • Sfrutta il senso di colpa o paura dell’autorità: molti pensano “magari è vero”.

  • Il messaggio ha tutti gli elementi tipici di una vera multa: linguaggio burocratico, riferimenti al Codice della Strada, numeri di protocollo fittizi.

  • Viene inviata con tempistiche plausibili (es. di notte o a inizio mese).

  • Spesso contiene un link troncato o abbreviato per nascondere la destinazione reale.


🛡️ Come difendersi dalle false multe

✅ Controlli da fare prima di pagare

  1. Verifica il mittente

    • Le multe vere non arrivano via email o SMS, ma via PEC o raccomandata (salvo eccezioni, come PEC per imprese o professionisti).

    • I domini ufficiali terminano in “.gov.it” o “.comune.nomecittà.it”.

  2. Controlla l’URL

    • Se il link non è su un sito istituzionale (es. comune.milano.it o poliziadistato.it), non cliccare.

  3. Non inserire dati bancari su siti non ufficiali.

    • Nessun ente richiede pagamenti istantanei da link diretti in email.

  4. Non aprire allegati se non sei sicuro della fonte.

    • I file .zip o .pdf.exe sono spesso veicoli di virus.


🧾 In caso di dubbio

  • Contatta la Polizia Locale del Comune indicato nel messaggio.

  • Accedi al Fascicolo del Cittadino (se disponibile nella tua regione/comune).

  • Verifica eventuali sanzioni pendenti su https://www.aci.it o sul sito della tua amministrazione.


🧯 Se hai cliccato o pagato:

  • Blocca subito la carta usata per il pagamento.

  • Modifica le credenziali inserite.

  • Fai denuncia alla Polizia Postale tramite www.commissariatodips.it.

  • Avvisa il tuo istituto bancario di un possibile tentativo di frode.


👨‍👩‍👧‍👦 Chi viene colpito di più?

  • Anziani e persone con minore familiarità digitale.

  • Automobilisti abituali (che magari hanno ricevuto multe reali in passato).

  • Professionisti e imprenditori, spesso abituati a PEC e comunicazioni ufficiali.


🧭 Conclusione

La truffa delle false multe è un perfetto esempio di ingegneria sociale: sfrutta i meccanismi psicologici della paura, dell’urgenza e della confusione normativa.
Ma con un po’ di attenzione e verifica dei dettagli, è possibile evitarla senza cadere nel panico.

Le multe vere possono far male… ma quelle false, se pagate, fanno molto peggio.

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