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Sanità: il Garante Privacy autorizza l’uso degli SMS per promuovere gli screening. Pubblicate le Linee guida a tutela dei pazienti

Le aziende sanitarie potranno utilizzare i recapiti telefonici dei pazienti adulti, già presenti nei propri archivi e forniti in occasione di precedenti prestazioni sanitarie, per promuovere l’adesione a campagne di screening previste da normative nazionali o regionali.

Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento del 12 febbraio 2026 (Registro n. 79), adottando specifiche Linee guida volte a garantire il rispetto dei diritti degli interessati e dei principi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).

La decisione è stata accompagnata da un comunicato stampa ufficiale dell’Autorità diffuso il 18 febbraio 2026.


Compatibilità tra finalità di cura e prevenzione

Il Garante ha chiarito che l’utilizzo dei recapiti telefonici raccolti per finalità di cura può essere considerato compatibile con la promozione di programmi pubblici di prevenzione, anche se al momento della raccolta originaria l’informativa non indicava espressamente tale ulteriore finalità.

Tale valutazione si fonda:

  • sul principio di limitazione della finalità previsto dall’art. 5 del GDPR;
  • sul considerando 50 del Regolamento;
  • sulla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea;
  • sulla deroga prevista dall’art. 9, par. 2, lett. h) del GDPR, relativa ai trattamenti necessari per finalità di diagnosi, assistenza o terapia sanitaria.

Secondo l’Autorità, la promozione dell’adesione agli screening pubblici rientra in un contesto coerente con le ragionevoli aspettative degli interessati e con la funzione pubblicistica del sistema sanitario.


I rischi evidenziati e il bilanciamento effettuato

Il Garante ha tuttavia evidenziato un rischio specifico: l’invio di SMS a numeri condivisi potrebbe rivelare indirettamente che l’interessato ha avuto rapporti sanitari con l’azienda mittente, con potenziali conseguenze particolarmente delicate nei casi di trattamenti che godono di una maggiore tutela dell’anonimato.

Per questo motivo è stato effettuato un bilanciamento tra:

  • interesse pubblico alla prevenzione sanitaria;
  • natura sensibile dei dati trattati;
  • vulnerabilità degli interessati;
  • necessità di garanzie adeguate.

Le principali garanzie previste

Le Linee guida individuano precise misure che le aziende sanitarie dovranno adottare:

  • aggiornamento dell’informativa privacy, chiarendo che i recapiti forniti per finalità di cura potranno essere utilizzati esclusivamente per campagne pubbliche di prevenzione;
  • utilizzo limitato alle sole campagne di screening previste dalla normativa;
  • esclusione dei dati raccolti in contesti caratterizzati da particolare anonimato (ad esempio interruzione volontaria di gravidanza, parto in anonimato, prestazioni per persone sieropositive o vittime di violenza);
  • verifica dell’esattezza e dell’aggiornamento dei recapiti;
  • indicazione nel messaggio del diritto di opposizione e modalità semplici per esercitarlo;
  • identificazione chiara dell’azienda sanitaria come mittente dell’SMS.

Il Garante ha anche fornito un modello esemplificativo di messaggio informativo che consente al cittadino di opporsi rispondendo con un semplice “NO”.


Un passo verso una sanità più digitale, ma con tutele rafforzate

Il provvedimento si inserisce nel processo di digitalizzazione del sistema sanitario nazionale, favorendo strumenti di comunicazione più rapidi ed efficaci rispetto all’invio cartaceo tradizionale.

Allo stesso tempo, l’Autorità ha ribadito che l’innovazione tecnologica deve sempre essere accompagnata dal rispetto dei principi di necessità, proporzionalità, trasparenza e protezione dei dati fin dalla progettazione (privacy by design e by default).

Con queste Linee guida, il Garante intende assicurare che l’utilizzo degli SMS per promuovere gli screening avvenga in un quadro di equilibrio tra salute pubblica e diritti fondamentali alla protezione dei dati personali.


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