Ufficio Stampa

Riforma della Medicina Territoriale: ADICU APS esprime preoccupazione per le possibili ricadute sulla Pediatria di Famiglia e sulla continuità assistenziale dei minori

Cresce l’attenzione della Pediatria di Libera Scelta rispetto alla bozza di riforma della medicina generale e territoriale attualmente oggetto di confronto tra Ministero della Salute e Regioni. Nei giorni scorsi, il Comitato spontaneo nato tra Pediatri di tutta Italia si è rivolto alla Consigliera Nazionale di ADICU APS, l’Avv. Martina Premutico, rappresentando le principali criticità che, secondo la categoria, potrebbero emergere dall’attuale impianto della riforma e le possibili ricadute sull’assistenza territoriale in età evolutiva.

Le segnalazioni ricevute evidenziano una diffusa preoccupazione rispetto ad un processo di riorganizzazione che, pur perseguendo il rafforzamento della medicina territoriale e delle Case della Comunità, potrebbe incidere sugli equilibri organizzativi e professionali della Pediatria di Famiglia, con effetti sulla continuità assistenziale, sulla prossimità delle cure e sulla qualità della presa in carico personalizzata dei minori.

Secondo quanto emerso nel dibattito pubblico e nelle interlocuzioni con i professionisti del settore, la riforma introdurrebbe un modello organizzativo significativamente diverso rispetto all’attuale assetto della Pediatria di Libera Scelta, prevedendo nuovi obblighi organizzativi e una progressiva integrazione dei professionisti all’interno di reti territoriali strutturate. Un cambiamento che, secondo molti pediatri, richiede un approfondimento tecnico e istituzionale particolarmente attento, considerata la specificità clinica e relazionale dell’assistenza pediatrica.

Tra gli aspetti maggiormente segnalati vi è il possibile incremento del numero massimo di assistiti per ciascun pediatra da 1.000 a 1.500 pazienti. La categoria evidenzia come la presa in carico pediatrica non possa essere assimilata alla medicina dell’adulto, poiché implica attività continuative di prevenzione primaria, monitoraggio dello sviluppo neurologico, cognitivo e psicofisico del minore, intercettazione precoce di fragilità evolutive e accompagnamento costante delle famiglie nel percorso di crescita del bambino.

Secondo i professionisti coinvolti, un significativo aumento del carico assistenziale potrebbe incidere sui tempi di valutazione clinica, sulla continuità relazionale con le famiglie e sulla capacità di garantire un monitoraggio personalizzato e tempestivo, soprattutto in una fase storica caratterizzata da crescenti fragilità pediatriche e da una progressiva carenza di professionisti sul territorio.

Ulteriori criticità rappresentate riguardano:

  • la possibile riduzione degli spazi di autonomia organizzativa e professionale;
  • l’assenza di un confronto strutturato e preventivo con la categoria;
  • le incertezze operative relative all’integrazione nelle Case della Comunità;
  • il rischio di aggravamento delle difficoltà di copertura territoriale;
  • il possibile incremento degli adempimenti burocratici a carico dell’attività clinica.

ADICU APS ritiene che qualsiasi intervento di riforma della medicina territoriale debba fondarsi su un confronto approfondito con i professionisti sanitari e su una valutazione attenta delle ricadute organizzative e assistenziali, soprattutto con riferimento alla tutela dei soggetti più fragili e al diritto alla salute dei minori, garantito dall’articolo 32 della Costituzione.

“La Pediatria di Famiglia rappresenta un presidio essenziale di prevenzione, prossimità e continuità assistenziale nell’età evolutiva”, dichiara l’Avv. Martina Premutico, Consigliera Nazionale di ADICU APS. “Le numerose segnalazioni ricevute testimoniano l’esigenza di aprire un confronto tecnico e istituzionale serio, partecipato e orientato alla salvaguardia della qualità dell’assistenza territoriale pediatrica.”

ADICU APS auspica pertanto che il percorso di riforma possa proseguire attraverso un dialogo strutturato con le rappresentanze professionali, al fine di garantire un modello organizzativo sostenibile, condiviso e coerente con le esigenze delle famiglie e dei minori.

Qualsiasi processo di riorganizzazione della medicina territoriale deve preservare la specificità clinica, preventiva e relazionale della Pediatria di Famiglia, evitando interventi che possano ridurre la qualità della presa in carico nell’età evolutiva. La sostenibilità organizzativa del sistema sanitario non può essere perseguita comprimendo la continuità assistenziale dei minori e il valore della medicina di prossimità.


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