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CAREGIVER FAMILIARI, PRIMO VIA LIBERA DELLA CAMERA. ADICU: «UN PASSAGGIO IMPORTANTE, MA IL RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI CURA DEVE TRADURSI IN DIRITTI E TUTELE EFFETTIVE»

L’Associazione per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti richiama l’attenzione sull’adeguatezza delle risorse, sull’inclusività dei criteri di accesso e sulla necessità di garantire protezione economica, lavorativa e previdenziale a chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente.

Roma, 16 ottobre 2026 – ADICU APS accoglie con attenzione l’approvazione, avvenuta il 14 ottobre alla Camera dei deputati, del disegno di legge n. 2789, recante «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari», che introduce un quadro normativo specificamente dedicato alla valorizzazione del caregiver familiare.

Il provvedimento, approvato in prima lettura e ora atteso all’esame del Senato, rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riconoscimento giuridico e sociale di milioni di persone che garantiscono quotidianamente assistenza, continuità delle cure e sostegno a familiari con disabilità, patologie croniche o condizioni di non autosufficienza.

Per ADICU, tuttavia, il riconoscimento formale della figura del caregiver non può costituire un punto di arrivo, ma deve rappresentare il fondamento di un sistema organico di diritti, servizi e garanzie effettivamente esigibili.

«Riconoscere il caregiver familiare significa riconoscere una componente essenziale del sistema nazionale di welfare, troppo spesso sostenuta attraverso il sacrificio personale, professionale ed economico delle famiglie. È necessario superare una concezione dell’assistenza fondata prevalentemente sulla disponibilità individuale e costruire un modello di responsabilità pubblica capace di proteggere sia la persona assistita sia chi presta quotidianamente le cure», evidenzia ADICU.

Il disegno di legge introduce strumenti di riconoscimento della funzione di cura e prevede misure di sostegno, tra cui un contributo economico che, secondo il testo approvato, può raggiungere un massimo di 400 euro mensili, subordinatamente a specifiche condizioni economiche e assistenziali.

Proprio su questo aspetto ADICU ritiene indispensabile una riflessione approfondita.

La previsione di requisiti particolarmente selettivi, tra cui limiti reddituali e condizioni connesse all’intensità dell’attività assistenziale, rischia infatti di lasciare prive di adeguato sostegno numerose persone che, pur sostenendo carichi di cura rilevanti, non rientrano nelle categorie destinatarie del beneficio.

La tutela del caregiver non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla rinuncia o dalla drastica riduzione dell’attività lavorativa. Al contrario, un sistema di protezione moderno dovrebbe favorire la possibilità di conciliare responsabilità familiari, autonomia economica, partecipazione al mercato del lavoro e continuità contributiva.

ADICU richiama pertanto l’attenzione del legislatore su alcune priorità fondamentali: ampliare l’effettiva platea dei beneficiari, rafforzare le misure di conciliazione tra lavoro e assistenza, valorizzare le esigenze di tutela previdenziale, potenziare i servizi territoriali di supporto e garantire criteri di accesso improntati a proporzionalità, equità e non discriminazione.

Particolare attenzione deve essere riservata ai caregiver che assistono persone con disabilità gravissime, ai genitori di figli con disabilità, ai familiari che sostengono attività di cura continuative pur non convivendo con la persona assistita e a coloro che subiscono conseguenze occupazionali ed economiche a causa delle responsabilità assistenziali.

L’associazione sottolinea inoltre che la questione assume una rilevante dimensione di genere, considerato il peso che le attività di cura continuano a esercitare sulla partecipazione lavorativa e sull’indipendenza economica delle donne.

Il riconoscimento del caregiver deve quindi inserirsi in una strategia più ampia di contrasto alle disuguaglianze sociali, prevenzione dell’impoverimento familiare e rafforzamento dell’assistenza sociosanitaria territoriale.

«Non può esistere un’autentica politica di inclusione senza il riconoscimento del valore sociale ed economico del lavoro di cura. La dignità della persona che assiste e quella della persona assistita costituiscono due dimensioni inscindibili dello stesso diritto alla protezione sociale. Il legislatore ha oggi l’opportunità di trasformare un riconoscimento atteso da anni in una disciplina realmente inclusiva, capace di accompagnare le famiglie lungo l’intero percorso assistenziale», sottolinea l’associazione.

In questa prospettiva, ADICU considera essenziale che il successivo esame parlamentare rappresenti un’occasione di confronto costruttivo con le organizzazioni rappresentative dei caregiver, delle persone con disabilità e del Terzo settore, al fine di rafforzare l’efficacia delle misure e prevenire disparità di trattamento.

L’associazione ribadisce, infine, che la tutela dei caregiver non può esaurirsi nell’erogazione di un contributo monetario, ma richiede un’integrazione strutturale tra politiche sociali, sanitarie, occupazionali e previdenziali, sostenuta da risorse adeguate e da meccanismi di monitoraggio degli effetti prodotti sulle condizioni di vita delle famiglie.

ADICU continuerà a seguire l’iter parlamentare del provvedimento, promuovendo un confronto istituzionale orientato a rafforzare i diritti delle persone che prestano assistenza familiare e a garantire che il riconoscimento normativo si traduca in strumenti concreti di tutela.

«La cura non può rimanere un costo invisibile sostenuto dalle famiglie: deve diventare una responsabilità riconosciuta, condivisa e adeguatamente tutelata dalle istituzioni».


Intervista all’avv. Dalila Loiacono su:


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