Autovelox non omologato: multe e punti sono legittimi? Guida approfondita alla normativa e alla giurisprudenza
Il tema degli autovelox e della legittimità delle multe da essi irrogate è da sempre oggetto di un acceso dibattito e di numerosi ricorsi. La giurisprudenza italiana, in particolare la Corte di Cassazione, ha recentemente posto un punto fermo sulla questione dell’omologazione degli apparecchi, ribadendo che essa è un requisito indispensabile per la validità delle sanzioni, ben distinto dall’approvazione e dalla taratura.
Approvazione, omologazione, taratura: facciamo chiarezza
Per comprendere appieno la questione, è fondamentale distinguere i tre concetti chiave relativi alla regolarità di un autovelox:
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Approvazione (o omologazione ministeriale del prototipo):
- È il processo con cui un ente pubblico (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – MIT) accerta che un determinato modello di autovelox risponde alle specifiche tecniche e funzionali stabilite dalla legge e dai regolamenti.
- È un atto di natura tecnica e amministrativa che certifica l’idoneità del prototipo a essere utilizzato per l’accertamento delle infrazioni.
- Prima della recente giurisprudenza, spesso si utilizzava impropriamente il termine “omologazione” anche per indicare la semplice “approvazione”. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che sono due cose diverse.
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Omologazione (del singolo apparecchio):
- È la procedura con cui si certifica la conformità di ogni singolo esemplare di autovelox al prototipo approvato e alle normative vigenti.
- Implica verifiche più stringenti e una certificazione di conformità specifica per ogni singolo apparecchio prodotto.
- La recente pronuncia della Cassazione ha ribadito che questa è la vera omologazione, necessaria per garantire che l’apparecchio sia stato prodotto secondo standard precisi e che rispetti tutti i requisiti di legge per la misurazione della velocità.
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Taratura (o verificazione periodica):
- È l’operazione di controllo metrologico periodico (almeno una volta all’anno) che serve a verificare che l’autovelox continui a funzionare correttamente e a rilevare la velocità con precisione.
- È una conseguenza della pronuncia della Corte Costituzionale n. 113/2015, che ha imposto l’obbligo di taratura periodica per tutti gli strumenti di rilevazione della velocità.
- La taratura attesta il corretto funzionamento dell’apparecchio nel tempo, ma non ne certifica la conformità originaria o il rispetto degli standard di produzione.
Multe annullate se l’autovelox è solo approvato (e tarato) ma non omologato
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 12924 del 10 maggio 2025 (che ha fatto da apripista a numerose altre pronunce), ha chiarito in modo definitivo che l’omologazione è un requisito essenziale e inderogabile per la legittimità degli autovelox e delle multe da essi irrogate.
- Il principio: La Cassazione ha stabilito che non è sufficiente che l’autovelox sia stato genericamente “approvato” dal Ministero o che sia stato regolarmente “tarato” (verificato periodicamente). È necessario che ogni singolo apparecchio sia stato sottoposto a una procedura di omologazione specifica, che ne certifichi la conformità al prototipo e alle norme di fabbricazione.
- Motivazione: L’omologazione garantisce che l’apparecchio risponda a standard di sicurezza, affidabilità e precisione sin dalla sua produzione. L’approvazione riguarda solo il modello, mentre la taratura verifica il mantenimento di tali caratteristiche nel tempo, ma nessuna delle due sostituisce la necessità di un’omologazione del singolo esemplare.
- Conseguenza: Se un autovelox ha solo l’approvazione e la taratura, ma non la specifica omologazione ministeriale per quel singolo apparecchio, le multe che ne derivano sono illegittime e annullabili.
Le circolari ministeriali non prevalgono sul Codice della Strada
La pronuncia della Cassazione ha anche un’altra importante implicazione: le circolari ministeriali, che in passato avevano equiparato l’approvazione all’omologazione, non possono prevalere sulla legge (nel caso specifico, il Codice della Strada).
- Le circolari sono atti amministrativi interni, privi di forza di legge e non possono derogare o interpretare autenticamente le disposizioni normative.
- Se una circolare contrasta con quanto previsto dalla legge, è la legge a dover essere applicata, e le circolari devono essere disapplicate dal giudice.
Questo significa che anche se un autovelox è stato installato e utilizzato seguendo le indicazioni di una circolare ministeriale che riteneva sufficiente l’approvazione, tale prassi è ora considerata illegittima dalla Cassazione se manca l’omologazione del singolo apparecchio.
Quanti Autovelox sono a rischio? I dati del MIT
Questa interpretazione della Cassazione ha un impatto potenzialmente enorme sul parco autovelox italiano. Si stima che una percentuale significativa (forse la maggior parte) degli autovelox attualmente in uso in Italia, pur essendo stati “approvati” e regolarmente “tarati”, non abbiano ricevuto una specifica omologazione per ogni singolo esemplare.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sarà chiamato a fornire dati più precisi, ma è plausibile che migliaia di apparecchi rientrino in questa casistica, mettendo a rischio la legittimità di milioni di multe già elevate o che verranno elevate.
Cosa fare se sono stato multato da un autovelox non omologato?
Se hai ricevuto una multa da un autovelox e sospetti che non sia omologato, puoi contestarla seguendo queste indicazioni:
- Richiedere la documentazione: Fai una richiesta formale (tramite raccomandata A/R o PEC) all’ente accertatore (Comune, Polizia Stradale) per ottenere copia del certificato di omologazione dell’apparecchio che ha rilevato la tua infrazione. Se l’ente ti fornisce solo il certificato di approvazione o di taratura, ma non quello di omologazione, o se quest’ultimo non esiste, hai un buon motivo per contestare.
- Presentare ricorso:
- Al Prefetto: Entro 60 giorni dalla notifica del verbale.
- Al Giudice di Pace: Entro 30 giorni dalla notifica del verbale (o 60 giorni se residente all’estero).
- Nel ricorso, dovrai eccepire esplicitamente la mancanza di omologazione dell’autovelox, citando le recenti sentenze della Cassazione (in particolare l’Ord. n. 12924/2025 e successive conformi).
- Provare il mancato adempimento: Sarà compito del ricorrente eccepire la mancanza di omologazione, ma poi l’onere di provare la regolarità (quindi l’esistenza dell’omologazione) sarà dell’Amministrazione.
E chi ha già pagato?
Per chi ha già pagato una multa da un autovelox non omologato, la situazione è più complessa:
- Paga e poi ricorre: La regola generale è che il pagamento della multa equivale ad accettazione della sanzione e preclude la possibilità di ricorso.
- Azione di ripetizione dell’indebito: In teoria, si potrebbe tentare un’azione di ripetizione dell’indebito (Art. 2033 Codice Civile) per chiedere la restituzione di quanto pagato indebitamente. Tuttavia, questa azione è difficile da intraprendere dopo il pagamento, in quanto l’atto di pagamento potrebbe essere interpretato come rinuncia implicita alla contestazione. La giurisprudenza è rigorosa sul punto e raramente ammette la ripetizione se non ci sono vizi gravissimi o se il pagamento non è avvenuto sotto costrizione o per errore essenziale e riconoscibile.
- Nuova frontiera giurisprudenziale: È possibile che la recente e dirompente giurisprudenza della Cassazione apra nuove vie per coloro che hanno già pagato, ma al momento non esiste una previsione chiara o una procedura automatica di rimborso. Probabilmente sarà necessario attendere ulteriori sviluppi giurisprudenziali o interventi legislativi.
Conclusioni: omologazione indispensabile per la legittimità delle multe da autovelox
La pronuncia della Cassazione è un punto di svolta fondamentale: l’omologazione del singolo apparecchio autovelox è ora un requisito imprescindibile per la legittimità delle multe. Questa decisione rafforza la tutela del cittadino e impone alle Amministrazioni un rigore maggiore nella gestione e nell’utilizzo degli strumenti di rilevazione della velocità.
Per gli automobilisti multati, questa rappresenta una nuova e importante leva per contestare i verbali. Per le Amministrazioni, un invito a verificare la conformità di tutti gli autovelox in uso e, eventualmente, a procedere con le necessarie omologazioni o a sostituire gli apparecchi non conformi.
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