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Le spese dentistiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai fini IRPEF

Le spese dentistiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai fini IRPEF, offrendo ai contribuenti la possibilità di recuperare una parte delle somme sostenute per la cura e la salute orale. La detrazione è riconosciuta nella misura del 19% della spesa sostenuta, sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro.


A quanto ammonta la detrazione e come si calcola

La detrazione per le spese dentistiche è pari al 19% della spesa che supera la franchigia di 129,11 euro. La franchigia si applica alla somma di tutte le spese sanitarie sostenute dal contribuente e dai suoi familiari a carico nel corso dell’anno.

Esempio di calcolo:

  • Spese dentistiche sostenute in un anno: 1.000 euro
  • Franchigia: 129,11 euro
  • Importo su cui calcolare la detrazione: euro
  • Importo della detrazione (19%): euro

Questo importo di 165,47 euro andrà a ridurre l’IRPEF dovuta dal contribuente.


Quali sono le spese dentistiche detraibili

Sono detraibili tutte le spese sostenute per prestazioni rese da un medico chirurgo specialista in odontoiatria o da strutture specializzate nel settore odontoiatrico. Questo include un’ampia gamma di trattamenti, quali:

  • Visite odontoiatriche e controlli.
  • Cure conservative (otturazioni, devitalizzazioni).
  • Estrazioni dentarie.
  • Igiene dentale professionale (ablazione del tartaro, lucidatura).
  • Interventi chirurgici odontoiatrici (es. estrazioni complesse, apicectomie).
  • Impianti dentali e protesi (fisse e mobili).
  • Apparecchi ortodontici (fissi e mobili) e relativi trattamenti.
  • Parodontologia (cura delle gengive e del tessuto di supporto dei denti).
  • Ortodonzia (trattamenti per correggere le malocclusioni e l’allineamento dei denti).
  • Spese per l’acquisto di protesi dentarie o apparecchi ortodontici, purché prescritte da un medico e supportate da fattura o scontrino che ne indichi la natura.

Sono detraibili anche le spese relative alle prestazioni rese da igienisti dentali e odontotecnici, purché la prestazione sia eseguita sotto la supervisione e la prescrizione di un medico odontoiatra.

Non sono detraibili le spese sostenute per trattamenti che hanno finalità puramente estetiche, come lo sbiancamento dentale (se non legato a patologie).


Requisiti per ottenere la detrazione

Per ottenere la detrazione è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Finalità terapeutica: Le spese devono essere sostenute per prestazioni che hanno una finalità curativa o di prevenzione (es. interventi chirurgici, protesi, trattamenti ortodontici).
  • Certificazione della spesa: Le spese devono essere documentate da fattura, ricevuta fiscale o scontrino “parlante”.
  • Tracciabilità del pagamento: Dal 2020, per fruire della detrazione IRPEF del 19% per le spese sanitarie, è obbligatorio che il pagamento sia avvenuto con mezzi tracciabili (bonifico bancario, carta di debito/credito, assegni, ecc.). Fanno eccezione le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e dispositivi medici (che possono essere pagate anche in contanti) e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), per le quali il pagamento in contanti è ancora ammesso per la detrazione. Le spese dentistiche, se effettuate presso strutture private non accreditate, rientrano nell’obbligo di tracciabilità.

Importo detraibile

L’importo massimo su cui calcolare la detrazione non ha un limite specifico per le spese dentistiche. Il limite di 129,11 euro è una franchigia che si applica alla somma di tutte le spese sanitarie sostenute nell’anno (farmaci, visite specialistiche, esami, ecc.).


Documentazione da conservare

Per poter beneficiare della detrazione è fondamentale conservare accuratamente la seguente documentazione:

  • Fatture/ricevute fiscali: Dello studio odontoiatrico o della struttura sanitaria, che devono indicare:
    • La descrizione della prestazione resa (es. “visita odontoiatrica”, “otturazione”, “impianto dentale”).
    • Il codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa.
    • Il codice fiscale o la partita IVA del prestatore di servizio.
  • Documentazione del pagamento tracciabile: Estratto conto bancario/postale, ricevuta di bonifico, copia dello scontrino del POS (per pagamenti con carta).
  • Prescrizione medica: Anche se non sempre obbligatoria per tutte le prestazioni dentistiche (es. pulizia dentale), è utile conservarla per dimostrare la finalità terapeutica della spesa, specialmente per protesi o apparecchi.
  • Per dispositivi medici (es. protesi, apparecchi): Scontrino fiscale (o fattura) in cui sia specificata la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati, il codice fiscale del soggetto che li acquista e, se non rilasciato direttamente da strutture sanitarie, la certificazione del medico attestante la necessità del dispositivo.

Tutta la documentazione deve essere conservata per almeno cinque anni successivi a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto l’Agenzia delle Entrate può richiedere di visionarla per controlli.


Detrazione per apparecchio e ortodonzia

Le spese per l’acquisto e l’applicazione di apparecchi ortodontici (fissi o mobili) e per i trattamenti ortodontici sono pienamente detraibili, rientrando tra le spese sanitarie specialistiche. È necessario conservare la fattura dello studio dentistico o della struttura che ha fornito il servizio/prodotto.


Detrazione per minori e familiari a carico

È possibile detrarre le spese dentistiche sostenute per:

  • Il contribuente stesso.
  • I familiari fiscalmente a carico: Si considera “a carico” un familiare che nell’anno di riferimento non abbia superato un reddito complessivo di 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è elevato a 4.000 euro.
  • Figli minori: Le spese sostenute per i figli minori rientrano nella detrazione, purché il figlio sia fiscalmente a carico. Se i genitori sono separati, la detrazione spetta al genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa, indipendentemente dall’affidamento.

Spese dentistiche all’estero: sono detraibili?

Sì, le spese dentistiche sostenute all’estero sono detraibili, purché siano rispettate le stesse condizioni previste per le spese sostenute in Italia.

  • Qualificazione della spesa: La spesa deve essere riconducibile a quelle sanitarie detraibili secondo la normativa italiana.
  • Documentazione: La documentazione (fatture, ricevute) deve essere tradotta in italiano (traduzione giurata se l’importo è elevato o se richiesto dall’Agenzia delle Entrate) e deve contenere tutti gli elementi identificativi richiesti (descrizione della prestazione, dati del paziente, dati del prestatore).

Dove si indicano nel 730 o Redditi PF

Nel Modello 730, le spese sanitarie (incluse quelle dentistiche) vanno indicate nel Quadro E – Oneri e Spese, e precisamente nella Sezione I, rigo E1 (Spese sanitarie).

Se si presenta il Modello Redditi PF (ex Unico), le stesse spese vanno indicate nel Quadro RP – Oneri e Spese, sempre nel rigo RP1 (Spese sanitarie).

Ricorda che la somma da indicare è l’importo complessivo delle spese sanitarie sostenute, al netto di eventuali rimborsi ricevuti da assicurazioni o enti, e sarà poi il sistema a calcolare la franchigia e la detrazione spettante.


Esempio pratico di detrazione spese dentistiche

Supponiamo che nel 2024 (per la dichiarazione dei redditi 2025):

  • Un contribuente abbia sostenuto le seguenti spese sanitarie:
    • Visita oculistica: 100 euro (pagata con carta di credito)
    • Farmaci con scontrino parlante: 80 euro (pagati in contanti)
    • Cura canalare dal dentista: 500 euro (pagata con bonifico)
    • Pulizia dentale per il figlio a carico: 150 euro (pagata con carta di debito)
  • Totale spese sanitarie: euro

Calcolo della detrazione:

  1. Totale spese sanitarie: 830 euro
  2. Franchigia: 129,11 euro
  3. Importo su cui calcolare la detrazione: euro
  4. Detrazione IRPEF spettante (19%): euro

Questo importo di 133,17 euro verrà detratto dall’IRPEF lorda del contribuente.


Come usufruire della detrazione

Per usufruire della detrazione, è sufficiente presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) e compilare correttamente i quadri relativi alle spese sanitarie, avendo cura di conservare tutta la documentazione.

Per chi presenta il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate dovrebbe già aver inserito la maggior parte delle spese sanitarie, inclusi quelle dentistiche, grazie alla trasmissione dei dati da parte di medici, farmacie e strutture sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria. È comunque fondamentale verificare la correttezza e la completezza dei dati precompilati prima di accettare la dichiarazione, confrontandoli con la documentazione in proprio possesso. In caso di omissioni o errori, si potranno integrare o modificare i dati.


FAQ – Risposte a domande frequenti

  • Posso detrarre le spese per lo sbiancamento dentale? No, se ha solo finalità estetiche.
  • La fattura deve essere intestata al familiare a carico? Non necessariamente. L’importante è che sulla fattura sia indicato il codice fiscale del soggetto per il quale è stata sostenuta la spesa (se diverso dal dichiarante) e che tale soggetto sia fiscalmente a carico.
  • Cosa succede se ho ricevuto un rimborso dall’assicurazione? L’importo detraibile va ridotto del rimborso ricevuto. Si detrae solo la parte di spesa rimasta effettivamente a tuo carico.
  • Posso detrarre le spese per prodotti specifici come dentifrici o collutori? Generalmente no, a meno che non siano considerati dispositivi medici e sia specificato sullo scontrino.
  • La franchigia si applica per ogni spesa? No, la franchigia di 129,11 euro si applica una sola volta sulla somma totale di tutte le spese sanitarie detraibili sostenute nell’anno.

Approfondimenti

Per ulteriori dettagli e casistiche specifiche, si consiglia di consultare la Guida dell’Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie detraibili, disponibile sul sito ufficiale, e le risoluzioni e circolari che vengono periodicamente pubblicate in materia. In caso di dubbi complessi, è sempre opportuno rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista.

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