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Bonus casa 2026: cosa cambia, cosa resta e quali agevolazioni scompaiono

1. Premessa: la transizione verso un regime “ordinario” di incentivi edilizi

Dal 1° gennaio 2026, il panorama delle agevolazioni fiscali per la casa cambierà profondamente. Dopo oltre un quinquennio di proroghe straordinarie e di aliquote maggiorate nate nel contesto emergenziale post-pandemico, il legislatore si avvia a razionalizzare il sistema dei bonus edilizi, con un ritorno graduale alle detrazioni ordinarie previste dagli articoli 16-bis del TUIR (D.P.R. 917/1986) e 14–16 del D.L. 63/2013.

Il Superbonus 110%, simbolo della stagione delle maxi-agevolazioni, verrà definitivamente archiviato nel 2025, salvo residui casi di cantiere già avviati.
Nel 2026 resteranno attivi solo i bonus strutturali (ristrutturazioni, risparmio energetico e sisma), con aliquote ridotte e adempimenti semplificati, mentre alcune misure “collaterali” come il Bonus Mobili e il Bonus Barriere Architettoniche saranno profondamente rimodulate o cessate.


2. Il Superbonus 110%: fine della misura e ultimi cantieri ammissibili

Il Superbonus 110%, introdotto dall’art. 119 del D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio), rappresenta la misura più incisiva mai adottata nel settore edilizio.
Tuttavia, la sua graduale riduzione e il ritorno a un regime ordinario sono ormai definitivi.

Anno di riferimento Aliquota Soggetti ammessi Norma
2020–2023 110% Condomini, unifamiliari, IACP, Onlus D.L. 34/2020
2024 70% Solo condomini e edifici plurifamiliari L. 197/2022
2025 65% Residuali interventi trainanti già avviati L. di Bilancio 2024
Dal 2026 Non più previsto

Dal 1° gennaio 2026 non sarà più possibile accedere o iniziare nuovi interventi con il Superbonus.
Restano tuttavia applicabili:

  • i bonus ordinari (Ecobonus, Ristrutturazioni, Sismabonus);

  • le detrazioni residue per chi ha già avviato lavori con CILA-S o delibera assembleare antecedente al 31 dicembre 2025, purché i lavori proseguano senza interruzioni.

Non saranno più ammessi né la cessione del credito né lo sconto in fattura, già sostanzialmente limitati dal D.L. 39/2024 (decreto “stop bonus”).


3. Le detrazioni che resteranno attive nel 2026

Dal 2026 torneranno centrali le tre agevolazioni “strutturali” storiche, introdotte in modo stabile nel TUIR e prorogate senza scadenza:

a) Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR)

  • Aliquota 36% (fino al 31 dicembre 2024 è 50%);

  • Limite di spesa: 48.000 euro per unità immobiliare;

  • Durata detrazione: 10 anni;

  • Interventi ammessi: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;

  • Obblighi: bonifico parlante, comunicazione ENEA (se rilevante per risparmio energetico), pagamento tracciabile.

La riduzione dal 50% al 36% è già prevista come automatica dal 2025, salvo proroghe che il legislatore potrà introdurre nella Legge di Bilancio 2026.

b) Ecobonus (art. 14 D.L. 63/2013)

  • Aliquota base: 50% o 65%, in base all’intervento;

  • Durata detrazione: 10 anni;

  • Limite di spesa variabile: da 30.000 a 100.000 euro secondo la tipologia (es. 100.000 per involucro, 60.000 per caldaie, 30.000 per infissi);

  • Interventi ammessi: riqualificazione energetica, sostituzione infissi, installazione caldaie a condensazione, pannelli solari, coibentazioni.

Dal 2026, l’Ecobonus resterà attivo come misura ordinaria, con le aliquote originarie (50–65%), non più elevate a 110% o 90% come nel periodo 2020–2024.

c) Sismabonus (art. 16 D.L. 63/2013)

  • Aliquote: dal 50% al 85% in funzione del miglioramento sismico (una o due classi);

  • Durata detrazione: 5 o 10 anni;

  • Limite di spesa: fino a 96.000 euro per unità immobiliare;

  • Interventi ammessi: lavori di consolidamento statico, adeguamento antisismico, demolizione e ricostruzione (Sismabonus acquisti).

Anche in questo caso, dal 2026 il beneficio tornerà alla versione pre-Superbonus, senza maggiorazioni speciali.
Restano comunque confermate le zone sismiche 1, 2 e 3 come ambito di applicazione.


4. Differenze e adempimenti burocratici tra Ecobonus, Ristrutturazioni e Sismabonus

Pur avendo finalità simili, i tre bonus presentano differenti adempimenti tecnici e documentali, disciplinati da decreti attuativi e norme ENEA.

Bonus Comunicazioni obbligatorie Certificazioni tecniche Gestione ENEA
Ristrutturazioni Comunicazione all’ASL se richiesta, bonifico parlante Non sempre richiesta Solo se l’intervento comporta risparmio energetico
Ecobonus Trasmissione dati a ENEA entro 90 giorni fine lavori Asseverazione tecnica e APE Obbligatoria
Sismabonus Asseverazione rischio sismico ante e post opera Relazione di un tecnico abilitato Non gestito da ENEA ma tramite sportello SUAP o Comune

Nel 2026, salvo ulteriori semplificazioni, resteranno in vigore:

  • obbligo di tracciabilità dei pagamenti (bonifico parlante);

  • conservazione decennale della documentazione;

  • obbligo di visto di conformità solo per i casi di utilizzo in compensazione o per controlli fiscali (non più per sconto o cessione).


5. Il futuro del Bonus Mobili e del Bonus Barriere Architettoniche

a) Bonus Mobili ed Elettrodomestici

Attualmente (fino al 31 dicembre 2024) il Bonus Mobili consente una detrazione IRPEF del 50% per spese fino a 5.000 euro, collegata a un intervento di ristrutturazione edilizia.
Salvo proroghe nella Legge di Bilancio 2026:

  • dal 2025 la misura non sarà più rinnovata;

  • eventuali spese successive non potranno più essere detratte, anche se riferite a lavori avviati prima.

Restano comunque detraibili gli arredi fissi se compresi nel capitolo di spesa della ristrutturazione (ad es. cucine su misura o arredi integrati).

b) Bonus Barriere Architettoniche

Il Bonus Barriere Architettoniche 75% (art. 119-ter D.L. 34/2020) è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025, ma salvo proroghe cesserà nel 2026.
Dal 2026 tornerà applicabile il vecchio regime del 36% come intervento di manutenzione straordinaria ai sensi dell’art. 16-bis, lett. e) TUIR.
Pertanto:

  • le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 manterranno la detrazione al 75%;

  • quelle sostenute dal 2026 rientreranno nel Bonus Ristrutturazioni ordinario (36%).


6. Cosa cambia dal 1° gennaio 2026 per chi ristruttura

Chi intraprenderà lavori edilizi a partire dal 1° gennaio 2026 dovrà considerare:

  1. Aliquote più basse: ritorno al 36% (ristrutturazioni) e 50–65% (Ecobonus).

  2. Durata della detrazione invariata a 10 anni.

  3. Fine del meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura: i lavori andranno finanziati direttamente.

  4. Maggiore semplicità amministrativa, con un solo modello di comunicazione ENEA e niente più visto di conformità obbligatorio.

  5. Rientro nel regime ordinario del TUIR, senza più bonus accessori come mobili o barriere.

Chi ha iniziato lavori entro il 31 dicembre 2025 potrà tuttavia continuare a fruire delle aliquote più alte previste dalle normative vigenti al momento di inizio lavori, se correttamente documentato.


7. Esempio pratico di confronto fiscale

Intervento Spesa complessiva Aliquota 2024 (Bonus 50%) Aliquota 2026 (Bonus 36%) Differenza beneficio
Ristrutturazione bagno € 10.000 € 5.000 di detrazione € 3.600 di detrazione -€ 1.400
Sostituzione caldaia a condensazione € 6.000 € 3.000 (50%) € 3.900 (65%) +€ 900
Intervento antisismico € 80.000 € 68.000 (85%) € 48.000 (60%) -€ 20.000

La riduzione delle aliquote renderà meno vantaggiosi gli interventi edilizi ordinari, ma più prevedibile e stabile il quadro fiscale per cittadini e imprese.


8. Profili di diritto amministrativo e responsabilità tecnica

Il ritorno a un regime ordinario comporta anche la riduzione delle responsabilità professionali per tecnici e imprese, oggi gravati da:

  • asseverazioni complesse su congruità delle spese e conformità urbanistica (art. 119, co. 13-bis D.L. 34/2020);

  • rischio penale e fiscale in caso di false attestazioni.

Dal 2026 tali obblighi permarranno solo per Ecobonus e Sismabonus, limitatamente agli interventi di maggiore impatto tecnico.
Le ristrutturazioni “semplici” torneranno a una procedura standard, basata su CILA edilizia e bonifico parlante, senza necessità di asseverazioni.


9. Schema riepilogativo dei bonus casa 2026

Bonus Aliquota 2026 Limite di spesa Durata detrazione Scadenza o proroga
Superbonus Termine 31.12.2025
Ristrutturazioni 36% € 48.000 10 anni Senza scadenza
Ecobonus 50–65% € 30.000–100.000 10 anni Senza scadenza
Sismabonus 50–85% € 96.000 5–10 anni Senza scadenza
Bonus Mobili Termine 31.12.2024
Bonus Barriere 36% (dal 2026) € 48.000 10 anni Termine 31.12.2025

10. Conclusioni operative

  • Dal 2026 si chiude l’era del Superbonus: restano solo gli incentivi ordinari previsti dal TUIR e dal D.L. 63/2013.

  • Le aliquote si riducono, ma il sistema diventa più stabile, sostenibile e coerente con i vincoli di finanza pubblica.

  • Chi intende avviare lavori importanti deve muoversi entro il 2025, per beneficiare delle ultime aliquote maggiorate e delle agevolazioni accessorie.

  • Dal 2026, la parola d’ordine sarà razionalità fiscale: meno spinta incentivante, ma procedure più semplici e certe.


11. Riferimenti normativi

  • Art. 16-bis D.P.R. 917/1986 (TUIR) – Detrazioni per ristrutturazioni edilizie

  • D.L. 63/2013, artt. 14–16 – Ecobonus e Sismabonus

  • D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) – Superbonus 110%

  • L. 197/2022 – Legge di Bilancio 2023

  • D.L. 39/2024 – Limitazioni a sconto in fattura e cessione credito

  • Art. 119-ter D.L. 34/2020 – Bonus Barriere Architettoniche

  • D.M. 6 agosto 2020 (Requisiti tecnici Ecobonus)


Sintesi finale

Nel 2026 si chiuderà definitivamente la stagione dei “superbonus”.
Il sistema tornerà a un regime ordinario e strutturale, fondato su tre pilastri: ristrutturazioni 36%, risparmio energetico 50–65%, antisismico fino all’85%.
Il Bonus Mobili e il Bonus Barriere Architettoniche cesseranno, salvo proroghe.
Chi ristruttura dal 2026 dovrà affidarsi a regole più semplici ma meno generose, in un contesto di maggiore stabilità e coerenza con i principi di sostenibilità della finanza pubblica.

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