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AGCM: chiuso con impegni il procedimento contro Christian Dior per pratiche commerciali scorrette in materia di responsabilità sociale

Roma, 23 maggio 2025 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato la chiusura del procedimento istruttorio PS12805 nei confronti delle società Christian Dior Couture S.A., Christian Dior Italia S.r.l. e Manufactures Dior S.r.l. per presunte pratiche commerciali scorrette legate a dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale ritenute potenzialmente ingannevoli.

L’istruttoria, avviata il 9 luglio 2024 anche sulla base di accertamenti ispettivi e attività investigative, ha esaminato la coerenza tra le comunicazioni diffuse online da Dior – in particolare sul sito ufficiale e nel Codice di Condotta del gruppo LVMH – e le effettive condizioni di lavoro presso alcuni opifici italiani coinvolti nella produzione di articoli di pelletteria.

Le contestazioni

Secondo l’Autorità, vi era il rischio che i messaggi pubblicitari, focalizzati sulla sostenibilità e l’etica del marchio, potessero risultare fuorvianti per i consumatori, in presenza di irregolarità nella filiera produttiva riconducibili a manodopera sottopagata, condizioni sanitarie precarie e orari di lavoro non conformi.

Impegni vincolanti per maggiore trasparenza

Per rispondere alle preoccupazioni dell’AGCM e chiudere il procedimento senza accertamento di infrazione, il gruppo Dior ha presentato e ottenuto l’approvazione di una articolata serie di impegni vincolanti, tra cui:

  • Maggiore trasparenza online: revisione della sezione del sito web dedicata alla sostenibilità, con informazioni dettagliate sulla filiera produttiva, gli audit effettuati e le azioni correttive adottate;

  • Rafforzamento dei controlli: introduzione di nuovi audit, creazione di un reparto interno dedicato alla supervisione dei fornitori e aggiornamento del Codice di Condotta;

  • Supporto sociale concreto: stanziamento di 2 milioni di euro in cinque anni per finanziare progetti a favore di lavoratori vittime di sfruttamento, indipendentemente dal marchio coinvolto;

  • Istituzione di una funzione aziendale autonoma con il compito di monitorare la conformità etica e normativa dell’intera filiera italiana, con relazioni annuali trasmesse all’AGCM;

  • Formazione continua: seminari periodici rivolti sia ai dipendenti interni coinvolti nella comunicazione e nel marketing, sia ai fornitori esterni, per promuovere i diritti dei lavoratori e la responsabilità etica d’impresa.

Un modello per il settore

Il Presidente dell’AGCM, Roberto Rustichelli, ha sottolineato come “l’accoglimento di questi impegni rappresenti un benchmark per il settore del lusso e della moda, definendo uno standard di trasparenza, etica e responsabilità che può essere d’esempio per altri operatori.”

Il procedimento si inserisce nel più ampio impegno dell’Autorità nel contrastare fenomeni di greenwashing e pratiche scorrette connesse a dichiarazioni ambientali e sociali. La vigilanza proseguirà anche nei prossimi anni, con obbligo per Dior di inviare all’AGCM relazioni annuali fino al 2030.


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