IA e lavoro: il Garante Privacy avverte una start-up italiana. ADICU: vietato trasformare le emozioni dei lavoratori in dati aziendali
L’Associazione per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti (ADICU APS) richiama l’attenzione sull’avvertimento inviato dal Garante per la protezione dei dati personali a una start-up italiana che ha sviluppato un plug-in per le piattaforme di messaggistica aziendale Slack e Teams, finalizzato a rilevare, tramite intelligenza artificiale e analisi semantica delle chat, linguaggio, emozioni e livello di stress psicologico dei lavoratori.
Secondo quanto emerso dalle verifiche dell’Autorità, avviate a seguito di notizie di stampa, il sistema consente agli utenti che decidano volontariamente di utilizzare il servizio di ricevere suggerimenti personalizzati sulla base dell’analisi delle comunicazioni. La start-up tratterebbe i dati in qualità di titolare del trattamento, mentre il datore di lavoro che acquista il servizio non avrebbe accesso né ai contenuti delle chat né ai risultati individuali elaborati dal sistema.
Il Garante ha tuttavia evidenziato la particolare delicatezza dei dati trattati e il rischio che, anche attraverso report aggregati sul livello di stress dei dipendenti, il datore di lavoro possa accedere indirettamente a informazioni relative alla sfera emotiva, psicologica e personale dei lavoratori.
ADICU ritiene il tema di assoluta rilevanza. L’ambiente di lavoro è un contesto nel quale il rapporto tra tecnologia, potere organizzativo e diritti fondamentali richiede garanzie rafforzate. L’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale capaci di analizzare linguaggio, stati emotivi e condizioni di stress può determinare forme di controllo indiretto particolarmente invasive, anche quando il sistema venga presentato come facoltativo o orientato al benessere aziendale.
La sfera emotiva del lavoratore non può diventare oggetto di profilazione, misurazione o reporting aziendale. Le informazioni relative allo stress, al tono comunicativo, all’umore o alla condizione psicologica attengono alla dimensione più riservata della persona e non possono essere acquisite o trattate dal datore di lavoro se non nei limiti rigorosamente previsti dalla normativa.
Il Garante ha richiamato, in questo senso, il quadro di tutela delineato dal GDPR, dallo Statuto dei lavoratori e dal Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, che vieta l’uso di sistemi di IA destinati a dedurre o analizzare le emozioni delle persone nei contesti lavorativi.
ADICU sottolinea che la progettazione di strumenti digitali per il benessere organizzativo deve rispettare i principi di liceità, minimizzazione, trasparenza, sicurezza, privacy by design e piena separazione tra dati individuali e informazioni eventualmente accessibili all’azienda. Nessun sistema tecnologico può aggirare le garanzie poste a tutela della dignità, della libertà e della riservatezza dei lavoratori.
Particolare attenzione deve essere riservata anche ai rischi propri dei sistemi basati su modelli linguistici e analisi semantica. Tali tecnologie possono produrre risultati opachi, non pienamente verificabili, difficilmente spiegabili e potenzialmente discriminatori, soprattutto quando vengono utilizzate per inferire condizioni soggettive complesse come stress, disagio, tono emotivo o vulnerabilità psicologica.
Per ADICU, il caso conferma la necessità di un controllo rigoroso sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro. Innovazione e benessere organizzativo non possono tradursi in nuove forme di sorveglianza digitale o in sistemi di classificazione dei lavoratori sulla base di indicatori emotivi o comportamentali.
L’Associazione invita imprese, sviluppatori e datori di lavoro ad adottare un approccio prudente e conforme alla normativa, evitando l’introduzione di strumenti di IA che possano incidere sulla sfera personale dei dipendenti senza garanzie effettive, controllo umano, trasparenza e piena tutela dei diritti.
ADICU continuerà a monitorare l’evoluzione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi, promuovendo ogni iniziativa utile a garantire che la trasformazione digitale avvenga nel rispetto della dignità della persona, della protezione dei dati personali e dei diritti dei lavoratori.
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