Trade Republic sanzionata per 2,5 milioni di euro. ADICU: il “Saveback” non può essere presentato come cashback se in realtà è collegato a un piano di investimento
L’Associazione per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti (ADICU APS) richiama l’attenzione sul provvedimento con cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 2,5 milioni di euro Trade Republic Bank GmbH per pratica commerciale scorretta.
Secondo l’Autorità, la società avrebbe omesso o formulato in modo ingannevole informazioni essenziali relative alla carta di pagamento Trade Republic e al cosiddetto “Programma Saveback”, promosso attraverso una vasta campagna pubblicitaria fondata sul messaggio “L’1% fa la differenza”.
L’AGCM ha ritenuto che le modalità di presentazione del programma potessero indurre il consumatore a credere di aderire a un tradizionale sistema di cashback, vale a dire a un meccanismo di rimborso parziale sul conto di una quota delle spese effettuate con la carta.
In realtà, secondo quanto ricostruito dall’Autorità, il “Programma Saveback” non consiste in un rimborso diretto e immediatamente disponibile per il consumatore, ma in una proposta collegata alla sottoscrizione di un piano di accumulo. Solo in caso di adesione a tale piano, e nel rispetto di specifiche condizioni, Trade Republic fa confluire nel programma una somma pari all’1% del valore di alcuni acquisti effettuati tramite la carta.
Per ADICU, il caso presenta un profilo di particolare rilievo perché riguarda la trasparenza nella commercializzazione di prodotti e servizi finanziari digitali. La differenza tra cashback e investimento non è marginale: il primo viene normalmente percepito dal consumatore come un beneficio economico immediato e certo, mentre il secondo implica condizioni, vincoli e una diversa logica finanziaria.
Quando una campagna pubblicitaria utilizza formule semplici, incisive e potenzialmente attrattive, come “L’1% fa la differenza”, il professionista ha l’obbligo di chiarire fin dal primo contatto la natura effettiva del vantaggio promesso, i limiti applicabili, le condizioni di accesso e le eventuali implicazioni finanziarie.
ADICU evidenzia che nei servizi fintech la semplificazione dell’esperienza utente non può tradursi in semplificazione ingannevole delle informazioni. La rapidità dell’apertura del conto, l’utilizzo di app intuitive e la comunicazione commerciale ad alto impatto devono essere accompagnate da un livello informativo rigoroso, soprattutto quando il consumatore è chiamato ad assumere decisioni che possono incidere sulla gestione del proprio risparmio.
L’Associazione sottolinea inoltre che la trasparenza non può essere relegata a condizioni contrattuali difficilmente percepibili o a informazioni non adeguatamente evidenziate. Le caratteristiche essenziali dell’offerta devono essere comprensibili, immediate e non ambigue.
ADICU invita i consumatori a prestare particolare attenzione ai programmi promozionali collegati a carte di pagamento, conti digitali e app finanziarie, verificando sempre se il beneficio pubblicizzato consista in un rimborso effettivo, in un investimento, in un bonus condizionato o in un meccanismo soggetto a specifici requisiti.
L’Associazione continuerà a monitorare il settore dei servizi finanziari digitali, chiedendo che innovazione, accessibilità e competitività siano sempre accompagnate da correttezza informativa e piena tutela dei consumatori.
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