IA a scuola: il Garante Privacy chiede chiarimenti agli istituti Salesiani. ADICU: innovazione sì, ma con piena tutela dei dati di studenti, docenti e minori
L’Associazione per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti (ADICU APS) richiama l’attenzione sulla richiesta di informazioni inviata dal Garante per la protezione dei dati personali al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola, in relazione all’impiego di sistemi di intelligenza artificiale generativa in ambito didattico ed educativo.
Secondo quanto riportato da notizie di stampa, alcuni istituti salesiani avrebbero avviato una sperimentazione strutturata di strumenti di IA generativa nelle attività scolastiche, con il coinvolgimento di oltre 1.600 docenti e quasi 29.000 studenti. L’iniziativa sarebbe stata descritta come un modello organizzato, esteso e misurato, con il coinvolgimento anche di Google.
Il Garante ha chiesto al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola di fornire chiarimenti entro 20 giorni, indicando le valutazioni effettuate prima dell’avvio del progetto, le modalità di trattamento dei dati personali degli studenti e del personale coinvolto, l’elenco degli istituti partecipanti, i fornitori delle tecnologie utilizzate e l’eventuale svolgimento di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati personali.
ADICU ritiene il tema di assoluta rilevanza, poiché l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella scuola può rappresentare un’opportunità didattica e organizzativa, ma comporta anche rischi significativi sul piano della protezione dei dati personali, della profilazione, della trasparenza algoritmica e della tutela dei minori.
La scuola è un ambiente particolarmente sensibile. I dati trattati nel contesto educativo possono riguardare rendimento, comportamento, stili cognitivi, fragilità, bisogni educativi speciali, relazioni sociali e percorsi di apprendimento. L’utilizzo di sistemi di IA generativa deve quindi essere preceduto da una valutazione rigorosa della necessità, proporzionalità, sicurezza e liceità dei trattamenti.
ADICU sottolinea che la normativa privacy si applica pienamente anche agli enti privati che erogano servizi educativi e didattici. Quando vengono coinvolti studenti, docenti e personale scolastico, e soprattutto quando sono interessati minori, non è sufficiente invocare finalità innovative o sperimentali: occorrono basi giuridiche solide, informative chiare, misure tecniche adeguate, controllo umano effettivo e piena tracciabilità delle responsabilità.
Particolare attenzione deve essere riservata all’eventuale ricorso a processi decisionali automatizzati o a sistemi capaci di analizzare, classificare o suggerire interventi sulla base dei dati degli studenti. In tali ipotesi, la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati personali rappresenta uno strumento essenziale per prevenire rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone coinvolte.
ADICU evidenzia inoltre la necessità che le famiglie siano informate in modo completo e comprensibile sull’utilizzo degli strumenti di IA a scuola, sulle finalità perseguite, sui dati raccolti, sui soggetti che vi accedono, sui tempi di conservazione e sulle garanzie previste.
L’Associazione non è contraria all’innovazione tecnologica nel sistema educativo. Al contrario, ritiene che l’intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare la qualità della didattica, personalizzare i percorsi formativi e supportare il lavoro dei docenti. Tuttavia, tale innovazione deve essere governata secondo principi di legalità, trasparenza, responsabilità e centralità della persona.
ADICU auspica che l’intervento del Garante consenta di chiarire il perimetro della sperimentazione e di fissare standard rigorosi per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle scuole, pubbliche e private, evitando che gli studenti diventino oggetto di trattamenti opachi o non adeguatamente controllati.
L’Associazione continuerà a monitorare l’evoluzione della vicenda e invita istituti scolastici, famiglie e personale educativo a prestare massima attenzione all’uso di piattaforme digitali e sistemi di IA in ambito formativo, affinché innovazione e diritti fondamentali procedano insieme.
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